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Missioni di volontariato

Nell’ambito della Plateforme Genolier Foundation, il nostro programma di sostegno alle ONG in Svizzera e nel mondo, abbiamo il piacere di aprire l’accesso a missioni di volontariato per medici, personale di cura, personale alberghiero e collaboratori amministrativi di Swiss Medical Network. Genolier Foundation ha deciso di sostenere la prestigiosa organizzazione Mercy Ships per le sue missioni in Africa e la Fondation Internationale pour la Population et le Développement (IFPD) per le sue attività in India. Altre opportunità di volontariato all’estero o di volontariato in Svizzera verranno ad aggiungersi, in funzione delle necessità delle nostre ONG partner.

Mercy Ships

Mercy Ships

Navi ospedaliere al servizio dei più bisognosi

Nel mondo, due persone su tre, ovvero circa 5 miliardi di persone, non hanno un accesso sufficiente alle operazioni chirurgiche. Questa è la terribile conclusione a cui è giunto un recente studio condotto dalla rivista medicale “The Lancet”.

Per mezzo delle proprie navi ospedaliere, Mercy Ships fornisce ogni anno oltre 1’500 interventi chirurgici e 8’000 trattamenti odontoiatrici gratuiti nei Paesi in via di sviluppo a coloro che non avrebbero altrimenti l’opportunità di usufruire di tali prestazioni. Inoltre, Mercy Ships supporta il sistema sanitario dei Paesi ospitanti attraverso la formazione del personale locale e l’ammodernamento delle infrastrutture. Tramite la gestione della nave ospedaliera non governativa più grande al mondo, l’Africa Mercy, Mercy Ships collabora con i Paesi ospitanti per aiutarli a migliorare i loro sistemi sanitari.

Ogni anno, diverse centinaia di volontari provenienti da oltre 40 nazioni danno il proprio contributo alla causa di Mercy Ships. Professionisti come chirurghi, dentisti, infermieri, educatori sanitari, insegnanti, cuochi, marinai, ingegneri e agricoltori offrono il loro tempo e le loro competenze al fine di offrire nuove speranze ai più poveri del pianeta e cambiare in meglio le loro vite.

Fondata a Losanna nel 1978, Mercy Ships è un’organizzazione umanitaria internazionale basata su valori cristiani. In 40 anni, l’organizzazione ha prestato la propria opera in oltre 70 Paesi fornendo servizi per un valore superiore a un miliardo di dollari, tra cui oltre 91’000 interventi chirurgici e 163’000 trattamenti odontoiatrici.

L’Associazione Mercy Ships è riconosciuta quale ente di utilità pubblica.

www.mercyships.ch

IFPF

IFPF

L’IFPD (Fondation internationale pour la population et le développement - Fondazione internazionale per la popolazione e lo sviluppo) è una Fondazione svizzera che contribuisce attivamente all’eliminazione della povertà nelle comunità più vulnerabili dei Paesi in via di sviluppo e in Svizzera. L’IFPD mira a promuovere l’imprenditoria sociale per generare reddito e sostenere programmi di riduzione della povertà, per mezzo di soluzioni innovative e finanziariamente sostenibili il cui obiettivo è soddisfare le esigenze della società e creare un impatto positivo.

Il progetto previsto da Genolier Foundation e dall’IFPD si concentra sulla diagnosi precoce di diabete, ipertensione e depressione tra la popolazione svantaggiata delle baraccopoli di Delhi, in India. Il progetto sarà realizzato in collaborazione con Agragami India, l’organizzazione partner di IFPD in India, e poggerà su screening di routine, diagnosi precoce e trattamento delle malattie in questione, nonché sulla diffusione di misure preventive. L’IFPD e Agragami India saranno responsabili di tutte le attività di sensibilizzazione, controllo, logistica e monitoraggio della popolazione. I volontari di Genolier Foundation saranno invece responsabili della formazione locale per trasferire le competenze necessarie all’attuazione del progetto.

www.ifpd.org

Séjourner sur le Mercy Ships Africa

Soggiornare sulla Mercy Africa

Soggiornare sulla Mercy Africa: un’esperienza straordinaria

"Maggio 2018, invitata a rimanere sulla nave della Mercy Ships ormeggiata a Douala (Camerun), provo una certa apprensione. Sebbene abbia visto molte immagini della nave-ospedale, proietto davanti a me molte idee preconcette: una vecchia nave cigolante, il mal di mare, un ospedale sovraffollato ed equipaggiato sommariamente, pazienti con patologie rare e gravi, il rischio di contrarre la malaria e di ritrovarmi alla mercé di un mal organizzato gruppo di umanitari... Mi appresto a fare un viaggio che sovvertirà la mia visione dell’altruismo. Dopo un volo piacevole, arrivo a destinazione all’aeroporto di Douala. Il porto è a solo una ventina di minuti di macchina, che percorro in un’imponente Jeep su cui campeggiano i colori di Mercy Ships. Arrivata al molo dopo aver attraversato due punti di controllo, ecco che vedo la Mercy Africa: un enorme transatlantico bianco, in realtà un vecchio traghetto ristrutturato, splendente e magnifico, vicino al quale sono piantate 3 o 4 tende medicalizzate e un lungo rifugio in legno dove alcuni pazienti sono in attesa del loro consulto sul finire del giorno, ancora opprimente per il caldo."

 

Un modo di vivere unico su un campus galleggiante

"Prima sorpresa: salendo sulla nave, mi rendo conto di entrare in un ambiente fresco e pulito, simile a quello che mi aspetterei di trovare su una nave da crociera. La zona della ristorazione è enorme, con due buffet pieni di cibo vario e appetitoso. La parte inferiore della nave è occupata da un piano ospedalizzato. Gli altri piani sembrano un enorme campus dove incontro dozzine di operatori umanitari, medici, infermieri, personale di logistica, personale amministrativo... Durante la visita della nave, scopro che vi sono degli appartamenti in cui vivono intere famiglie, alcune anche da oltre 15 anni, una scuola con classi che vanno dalla scuola materna alle superiori, uno spazio attrezzato con computer, diverse sale confortevoli, una piccola piscina sul ponte superiore e, apparizione alquanto surrealista, nel mezzo dell’atrio, l’unico Starbucks d’Africa che, aperto tutto il giorno, funge da luogo d’incontro. Sulla Mercy Africa regna un’atmosfera serena e positiva, con quasi 400 volontari di tutte le nazionalità e un’organizzazione americana ben gestita e strutturata.Molti degli operatori umanitari che ho incontrato si trovano a bordo della Mercy Africa da molti anni, da soli, in coppia o in famiglia. Hanno rinunciato, secondo il loro statuto, a qualsiasi compenso, accollandosi anche le spese relative al loro soggiorno (vitto e alloggio). E conducono una vita unica: anche se il loro ambiente di vita rimane lo stesso, ruotando sempre intorno allo stesso posto di lavoro, allo stesso ristorante, agli stessi vicini, alla stessa scuola e allo stesso appartamento, il loro ambiente esterno cambia ogni anno, secondo la costa africana dove la nave si dirige per portare il suo intervento. Un’esistenza oggettivamente unica."

 

La comunità svizzera, un circolo saldo e caloroso

"La comunità svizzera, rappresentata al momento del mio arrivo da quaranta persone, si è riunita per accoglierci in modo molto caloroso. Sono sorpresa da questa attenzione e dalla loro presenza. Questo gesto mi ha toccato così tanto da farmi sentire un forte senso di appartenenza al mio paese di origine, orgogliosa e felice di poter dialogare con questi connazionali che hanno scelto di mettere tra parentesi la loro vita nel nostro bel paese per offrire le loro competenze a persone malate e bisognose, a circa 6’600 chilometri di distanza dal loro paese d’origine. La nostra delegazione ha portato in omaggio della cioccolata, che abbiamo degustato evocando la vita sulla nave e le ragioni che hanno spinto questi svizzeri a dedicarsi alla causa di Mercy Ships. Incontro molti giovani, di età compresa tra i 20 e i 25 anni, che sono venuti a fare il loro tirocinio come parte degli studi presso l’EHL. Faccio loro delle domande sulla loro routine. Non si annoiano su una nave-ospedale? Mi parlano delle loro serate di cinema, organizzate di fronte a un grande schermo nella sala dedicata ai seminari, dove si sdraiano sul tappeto comodamente appoggiati a dei grandi cuscini, mi raccontano dei loro regolari viaggi a Douala la sera, sempre in piccoli gruppi, del mercato locale, delle partite di pallavolo improvvisate sul molo, dei loro incontri. Alcuni esprimono le loro credenze religiose e il loro piacere di partecipare ogni mattina alla messa, rallegrata da canzoni che inondano l’atrio della nave e guidata dall’assistente religiosa, una donna africana dagli abiti eccentrici che si unisce volentieri ai nostri tavoli durante i pasti, interessandosi alle nostre vite e alle nostre intenzioni."

 

Il Dottor Gary, personaggio emblematico della Mercy Africa

"L’ufficio del Dr. Gary Parker, meglio noto semplicemente come il “Dottor Gary”, è senza dubbio l’enclave più piccola e più inglese che mi sia mai stato dato di visitare. Questo straordinario chirurgo, imponente per la sua corporatura, la sua calma e il suo sorriso, lascia ovunque vada una scia di ammirazione ispirata dal suo straordinario impegno. Il Dr. Gary è l’unico chirurgo permanente residente sulla nave, dove vive da 30 anni con la sua famiglia occupandosi instancabilmente di complessi interventi maxillo-facciali. In riconoscimento dei circa 400 interventi eseguiti durante la missione del 2018 in Camerun, il Dr. Gary ha ricevuto a titolo eccezionale il grado di cavaliere dell’Ordine Nazionale del Valore. Oltre a questo personaggio emblematico, vi sono molti medici provenienti da ogni parte del mondo che hanno messo le loro competenze in ortopedia, oftalmologia, chirurgia plastica e cure dentistiche al servizio delle persone più bisognose, che possono così beneficiare a titolo gratuito delle più avanzate cure mediche. Molti ritornano ogni anno, come il prof. André Mermoud, oftalmologo presso Swiss Medical Network, noto sia per le sue capacità chirurgiche che per il suo impegno umanitario in Africa, dove si reca da oltre 20 anni come volontario praticando in ciascuna delle sue missioni numerosi interventi di glaucoma volti a salvare centinaia di pazienti dalla cecità. Durante la missione di 10 mesi in Camerun, il team medico e sanitario composto da circa 400 volontari umanitari avrà completato oltre 13’500 operazioni a bordo e fornito una formazione a breve termine a 1’400 medici camerunesi per il trasferimento delle competenze."

"Al termine di questo viaggio per me straordinario, ho sentito il mio impegno rafforzarsi e ho condiviso la mia motivazione a sostenere le attività a bordo delle navi di Mercy Ships con dozzine di medici, assistenti e dipendenti di Swiss Medical Network, a loro volta intenzionati a immergersi in questa realtà unica nei mesi e negli anni a venire e che ne torneranno, senza dubbio, ricchi di questo sottile e profondo sconvolgimento che è stato anche il mio alla fine di questa straordinaria esperienza."

 

Karin Kotsoglou
Manager
Genolier Foundation
Missione realizzata in maggio 2018

 


 

"Sono rimasto impressionato dalla coerenza del progetto, in tutti i suoi aspetti. È un progetto che ha una grande efficacia a livello sia umanitario che medico, nonché un ovvio impatto sociale e culturale. L’accoglienza durante questo viaggio conoscitivo è stata perfetta! La visita dei reparti è stata sicuramente il momento più memorabile, che mi ha consentito di comprendere appieno la difficoltà del compito. Ora sta a Genolier Foundation organizzare la nostra partecipazione a questo progetto."

Dr. Philippe Glasson
soggiorno sulla Mercy Africa in Guinea, marzo 2019